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lunedì 27 agosto 2012

Marmellata di fichi, limoni e zenzero


Ci sono posti in cui appena arrivi ti senti accolta come se fossi "a casa". Posti in cui ci si siede attorno a un tavolo per mangiare, sì, ma sopratutto per stare insieme. Posti in cui il tempo è scandito lentamente, tempo che assecondi, e non è lui ad assecondare te. Posti dove chi ti incontra vuole davvero incontrarti, perchè in quel momento ci sei tu. E basta. Perchè c'è il tempo. E quel tempo è prezioso. In questi posti le persone lo sanno. Ci sono posti in cui il pane sa di pane, perchè è cotto nel forno a legna e perchè chi lo vende te lo incarta con un sorriso, in quella carta marroncina che pensavo non esistesse più. Posti in cui al tramonto sono il canto dei grilli e il cielo rosso a dirti che è quasi ora di cena. Ci sono posti in cui qualcuno raccoglie per te dei fichi prelibati e te li porge in un cesto di vimini, per condividerli e per gustarli insieme. Ci sono posti in cui capisci che la bellezza è fatta di cose semplici, ma buone. Come contendersi l'ultima fetta di crostata, come offrire una macedonia e una fetta di anguria all'ora di cena, come guardare insieme un vecchio film su you tube, che non si sente niente ma va bene così, come una fetta di pane con su l'olio, come un pipistrello che ti entra in camera e ti fa scappare urlando nel mezzo della notte, come chi ti dice che ti vuole bene solo "perchè sei tu". Come una marmellata fatta in casa. Per ringraziare questi posti e queste persone di esistere.






























INGREDIENTI:
1 kg fichi
250 gr zucchero
1 limone
1 cucchiaio succo di zenzero 

Sterilizzare i vasetti di vetro facendoli bollire in una pentola colma d'acqua per 10 minuti. In una pentola capiente dal fondo spesso mettere i fichi tagliati in quattro spicchi, ricoprirli con lo zucchero, il succo e la scorza del limone e il succo di zenzero (basterà grattuggiarlo e spremerelo tra due cucchiai). Lasciar marinare per almeno 2 ore nel frigorifero o, se non è troppo caldo , a temperatura ambiente. A questo punto cuocere a fuoco lento per circa 2 ore mescolando spesso. Versare il composto nei vasetti e dopo averli chiusi capovolgerli e lasciarli raffreddare a testa in giù.




venerdì 24 febbraio 2012

Salmone all'aceto balsamico con panatura di nocciole






"Quando ero ragazza", commentò Abuelita, "macinare il mais era compito mio. Avevamo una grossa pietra, con un avvallamento al centro, chiamata metate e io mi ci inginocchiavo davanti e usavo una mano, una sorta di mattarello di pietra. Ci vuole parecchio tempo per ottenerne abbastanza anche per una sola tortilla, sapete, e servono braccia forti. E ginocchia forti. E' molto più facile in questo modo", spiegò, sollevando il sacchetto di masa harina e versando nella ciotola un torrente di farina di mais.
"Ora aggiungi un pò d'acqua", disse, passando la ciotola a Chloe. "Quanta?" chiese la ragazza. Gli occhi di Abuelita esaminarono Chloe, la felpa sformata sulle spalle esili, gli occhi scuriti dall'eye-liner. L'anziana donna si strinse nelle spalle, un movimento lieve e casuale come il vento sull'erba; 
"Fai quello che sembra sensato."

E. Bauermeister, La scuola degli ingredienti segreti



INGREDIENTI:

tranci di salmone fresco (oppure di tonno)
nocciole tritate 
pangrattato
aceto balsamico
olio extra vergine di oliva
limoni
olive taggiasche 
sale
pepe

Emulsionare l'olio, l'aceto, il sale e il pepe in una fondina. Passare i tranci di pesce nella marinata e poi nelle nocciole tritate mescolate a un pò di pangrattato. Cuocere in una padella antiaderente a fuoco basso, o nel forno a 180°, per circa 8 minuti. Guarnire con olive e fettine di limone. 
Le dosi?
.. "Fai quello che sembra sensato."
;-)



mercoledì 15 febbraio 2012

Un Inglese a Sorrento


In Inghilterra, durante l'epoca Vittoriana, pare che originariamente i muffins venissero considerati soltanto.."un cibo da poveri". I fornai delle famiglie dell'alta borghesia, infatti, usavano prepararli per la servitù impastando delle patate schiacciate insieme agli avanzi di pane del giorno prima e ai ritagli dei biscotti; poi li cuocevano semplicemente su una piastra rovente. Ma quando i padroni di casa, esperti gourmets, scoprirono la loro bontà, li elessero ben presto "dolci super-favoriti per l'ora del tè".  

 
Fu così che i Muffins divennero famosi, al punto che nacquero i “Muffin-man”, omini ambulanti che li vendevano su vassoi di legno appesi al collo e ai quali fu anche dedicata una ninna nanna intitolata “Oh, do you know the muffin man?”(Oh, conosci l'uomo dei muffins?)
Ma.. se invece che in Inghilterra li avessero inventati sulla costiera Amalfitana? Beh, in quel caso sarebbero certamente stati dei profumatissimi.. muffins al limoncello!


INGREDIENTI per circa 10 muffins:

200 gr farina
150 gr zucchero
1/2 bustina di lievito vanigliato
80 gr burro
2 uova
succo e la scorza di 2 limoni
10 cl limoncello

Sciogliere il burro a bagno maria e lasciarlo intiepidire. Unire lo zucchero alla farina,le uova(una per volta), il burro,il succo e la scorza dei limoni, il limoncello e per ultimo il lievito. Mescolare bene, riempire con il composto i pirottini da muffins (o degli stampini piuttosto alti) e cuocere in forno  a  170° per circa 20/30 min., fino a quando non dorano bene in superficie.